sabato 12 aprile 2008

Non si può uccidere un sogno

Il 4 aprile 1968 il reverendo Martin Luther King jr. venne ucciso mentre si trovava sul balcone di un motel di Memphis.

A 40 anni dalla sua morte parrebbe che il suo sogno si stia, sia pur faticosamente, avverando.

 

Si può fare (è tempo di schierarsi)

Anche forzandosi.

Anche "turandosi il naso" di fronte alla Binetti & Co.

Un voto al PD sarà sempre e comunque meglio di quel che c'è dall'altra parte...

Si può fare.

Proviamoci, almeno.

www.sipuofare2008.net

Berlusconi e il cuscino (Tanto assurdo da sembrare incredibile!!!)

Da sembrare soltanto incredibile. Invece è proprio vero...

Riassunto per chi avesse perso l'antefatto: ieri sera, al termine del programma Conferenza stampa andato in onda su Rai 2, Berlusconi ha lasciato lo studio prima dell'ingresso di Veltroni. Ed un tecnico di studio...

 

Frau Santanché!

Genialmente sospesa tra Frau Blücher, Crudelia Demon e Gilda (ascoltare per credere), la sempre più brava Paola Cortellesi ha proposto a Parla con me la sua staordinaria imitazione di Daniela Santanché.

Ve la siete persa? Nessun problema! Basta cliccare il video qui sotto!

 

Tibet, non si può rimanere indifferenti!

Per il Dipartimento di Stato Usa la Cina non rientra più tra i Paesi che compiono le maggiori violazioni dei diritti umani (cfr. Corriere della Sera, articolo dell'11 marzo)

Due giorni dopo il governo cinese ha ordinato una durissima repressione militare per reprimere le manifestazioni di protesta nel Tibet occupato. Le violenze perpetrate sono sotto gli occhi di tutti noi (chi, ipocritamente, le volesse ignorare non guardi le foto che seguono)

Che al Dipartimento di Stato abbiano preso un gigantesco abbaglio? Ovviamente no!
"Semplicemente", il governo cinese controlla fette sempre più ampie della boccheggiante economia Usa!

Confidando (ma neppure troppo, visti i precedenti) in una ferma condanna dell'Onu, e in un conseguente e vasto boicottaggio dei Giochi Olimpici di Pechino, posto alcune immagini (fonte: Corriere della Sera) a testimonianza della gravissima repressione di queste ore.

 

 

Vasco c'è! (per fortuna)

IL MONDO CHE VORREI
 
Ed è proprio quello che non si potrebbe

quello che vorrei,

ed è sempre quello che non si farebbe

quello che farei,

ed è come quello che non si direbbe

che direi

quando dico che non è cosi il mondo

che vorrei

non si può sorvolare le montagne

non può andare dove vorresti andare

sai cosa c’è ogni cosa resta qui

qui si può solo piangere

e alla fine non si piange neanche più

ed è proprio quando arrivo lì 

che già ritornerei

ed è sempre quando sono qui

che io ripartirei

ed è come quello che non c’è

che io rimpiangerei

quando penso che non è cosi il mondo che vorrei

non si può fare quello che si vuole

non si può spingere solo l’acceleratore

guarda un pò ci si deve accontentare

qui si può solo perdere

e alla fine non si perde neanche più!

 


Libera Chiesa in Libero Stato? Non ci resta che ridere!

Staordinaria (come sempre) performance di Corrado Guzzanti/Don Pizzarro. Da Parla con me del 2/03/2008

 

Candidature? Non ci resta che ridere...

Dopo la ferma (?) presa di posizione di Sandro Bondi, secondo il quale il Pdl non candiderà inquisiti, tranne le vittime di processi politici, nuova e rivoluzionaria presa di posizione del centro-destra.

Il Pdl non candiderà inquisiti tout court!

...Tranne eventuali inquisiti che rispondano ai seguenti requisiti:

  • abbiano S.B. come iniziali di nome e cognome
  • vantino un passato nella P2
  • siano multimiliardari fondatori di un network tv
  • nonché presidenti di una squadra di calcio di serie A
  • combattano la bassa statura con improbabili tacchi
  • siano stati "presidenti operai"
  • siano iper liftati
  • e convinti di essere immortali

Pressoché impossibile che si imbattano in un candidato simile, o no?

Comunque, ad essere sinceri, non che dall'altra parte si sia messi troppo meglio...
Anche la Marianna della nuova sinistra, capolista per il PD nel Lazio, sbandierata come grande novità, non è poi così nuova ed estranea alla politica.
Proviene da una famiglia da anni vicina a Veltroni (suo padre Stefano, ex attore, fu consigliere comunale a Roma, in una lista civica d'appoggio al sindaco dimissionario) e lei ha collaborato a lungo con lo staff di Enrico Letta.

Certo che, affiancata all'Angela Sozio di turno (per tacer della Yespica, che ha dato una lezione morale a Silvio B.), assume la statura politica di una novella Nilde Iotti. Però...

Canzone per me

...e se domenica non ho niente da fare / faccio i miei soliti due passi tra i palazzi / e faccio finta di star bene almeno un po’ / anche se dentro invece cado a pezzi...

 

Attacco a Biagi, Berlusconi non rispetta neanche più la memoria dei morti

Questo è un blog prettamente cinematografico, quindi mi scuso per l'off topic, ma quando ho letto quanto segue su Repubblica mi è andato il sangue alla testa. Quanto prima torneremo a parlare di cinema, scusate ancora.

Premesso che quest'uomo mi fa sempre più schifo, vi invito a reprimere i conati di vomito provocati dalle stronzate (scusate il termine, ma quando ci vuole...) che dice ed ascoltare fino alla fine i suoi deliri.

Fermo restando che moralmente non sarebbe degno neppure di lucidare le scarpe a Biagi, sarebbe opportuno che rispettasse almeno la memoria di un defunto.

Vi invito a diffondere il più possibile questa sequenza, farla conoscere ai "pecoroni" che credono alle sue vacue promesse, sperando che gli si ritorca contro nelle cabine elettorali.

L'amore trasparente

Un piccolo omaggio allo straordinario talento cantautoriale di Ivano Fossati.
L'amore trasparente rappresenta davvero il perfetto corollario di Caos calmo.
Buona lettura e buon ascolto. 


L'amore trasparente (Ivano Fossati)


Non pretendo più di aver ragione
se parlo di vestiti e di carezze
le braccia lungo i fianchi farò cadere
pregare no che non vorrei pregare
pregare no che non vorrei pregare.

Non vergognarsi della propria malinconia
è un compito penoso anzi uno strazio.
L'amore trasparente non so cosa sia
mi sei apparsa in sogno e non mi hai detto niente
mi sei apparsa in sogno e non hai fatto un passo.

Nemmeno un gesto nemmeno lasciamo andare
meglio di chi improvvisa a malincuore
meglio di chi improvvisa senza amare.

Sarà la vita che monta e poi riscende
tutto questo splendore trasparente
luce elettrica che dopo il buio sempre si accende
se abbiamo assolto tutti i sentimenti
dimenticato tutti i fuochi spenti.

Ma sono pazzo del mondo e sono pazzo di te
e sono pazzo del mondo questo è odio e amore
sono pazzo del mondo questo è odio e amore
anche per te.

Sarà il destino che splende e poi riscende
tutto questo rumore che si sente
acqua libera che sempre si spande.

L'amore trasparente non so cosa sia
mi sei apparsa in sogno e non mi hai detto niente
ti ho dormito accanto e mi hai lasciato andare
sarà anche il gioco della vita ma che dolore
sarà anche il gioco della vita ma che dolore

 

Forse non lo sai ma pure questo è amore

Per uno come il sottoscritto, wilderiano sempre più convinto e militante, il giorno di San Valentino è indissolubilmente legato all'omonima strage voluta da Capone.

Strage di S. Valentino

Come ben sanno i più studiosi di voi (gli altri di corsa a ripassare!!!), proprio quella strage di mafia costringe gli squattrinati musicisti Joe e Jerry (Jack Lemmon e Tony Curtis) a trovare rifugio, vestiti da donne, nel complesso di Zucchero Kowalczyk (ovviamente Marilyn) nel capolavoro A qualcuno piace caldo.
Tutto il resto che grava intorno a questa festa è, almeno ai miei occhi, noia e business commerciale. Potrà sembrare una frase fatta, ma sono davvero convinto che se si ha la fortuna di amare qualcuno (e magari di essere ricambiati) non serva un giorno deputato all'amore.
Però (perché c'è sempre un però in ogni cosa, ricordatelo) ogni tanto la vita sa ancora stupirci, regalandoci una storia che merita di essere raccontata. Soprattutto quest'oggi. Il merito di quanto sto per narrarvi comunque non è mio, ma di una collega della redazione locale (astigiana) del quotidiano La Stampa, che ha raccontato l'amore di Otto e Marta.
I “fidanzatini” in questione si sono conosciuti al canile di Nizza Monferrato, dove entrambi hanno trovato ospitalità, una ciotola piena e un po' di coccole. Nel dicembre scorso, dopo cinque anni passati in compagnia della sua Marta, Otto è stato adottato da una famiglia residente nel nicese. Dopo qualche giorno però sparisce dalla sua nuova casa, puntando dritto al recinto dove ha vissuto con Marta. Ed è li che lo hanno ritrovato i volontari del canile, fermo di fronte alla sua Marta. La storia ha colpito e commosso tante persone (al canile sono arrivate oltre 200 mail con richieste di adozione), tra cui una coppia di fidanzati prossimi al matrimonio. I responsabili della struttura hanno scelto proprio loro (e la loro abitazione di Callianetto, immersa nel verde) come nuovi amici per Marta e Otto, che tra pochi giorni si trasferiranno nella loro nuova casa. Ancora una volta insieme.

Otto e Marta
Otto e Marta (Foto tratta da La Stampa)

 

Spazio vintage

C'è poco da dire, quando uno è un genio lo si vede già da giovani... :-)

 

Yes, we can.

Lo pensano (e lo sperano) anche Jesse Dylan, Will.i.am (Black eyed peas), Common, Scarlett Johansson, Tatyana Ali, John Legend, Herbie Hancock, Kate Walsh, Kareem Abdul Jabbar, Kelly Hu, Adam Rodriquez, Amber Valetta, Eric Balfour, Aisha Tyler, Nicole Scherzinger e Nick Cannon.

 

 

It was a creed written into the founding documents that declared the destiny of a nation.
Yes we can.

It was whispered by slaves and abolitionists as they blazed a trail toward freedom.

Yes we can.

It was sung by immigrants as they struck out from distant shores and pioneers who pushed westward against an unforgiving wilderness.

Yes we can.

It was the call of workers who organized; women who reached for the ballots; a President who chose the moon as our new frontier; and a King who took us to the mountaintop and pointed the way to the Promised Land.

Yes we can to justice and equality.

Yes we can to opportunity and prosperity.

Yes we can heal this nation.

Yes we can repair this world.

Yes we can.

We know the battle ahead will be long, but always remember that no matter what obstacles stand in our way, nothing can stand in the way of the power of millions of voices calling for change.

We have been told we cannot do this by a chorus of cynics...they will only grow louder and more dissonant We've been asked to pause for a reality check. We've been warned against offering the people of this nation false hope.

But in the unlikely story that is America, there has never been anything false about hope.

Now the hopes of the little girl who goes to a crumbling school in Dillon are the same as the dreams of the boy who learns on the streets of LA; we will remember that there is something happening in America; that we are not as divided as our politics suggests; that we are one people; we are one nation; and together, we will begin the next great chapter in the American story with three words that will ring from coast to coast; from sea to shining sea --

Yes. We. Can.

Peggio di così...

E' ufficiale: Francesco Tullio Altan è un genio!

 

Vignetta di Altan
Fonte: L'espresso
 

 

Segnalazioni

Ok. Tornando alle cose serie (però ammettiamolo, lo Skywalker rapper era divertente) mi preme segnalarvi alcuni fatti che gravitano nel variegato universo del cinema/teatro/spettacolo/cultura.

A partire dal graditissimo ritorno di Marco Paolini che, dopo l'emozionante diretta de Il sergente, torna su La7 con il suo Album d'aprile. Rugby, donne, politica, terra. Un appuntamento propedeutico al Sei Nazioni, la cui messa in onda (in rigorosa diretta) è prevista per domani alle 21.30
Per farvi meglio capire di che si tratta riporto di seguito alcuni stralci disponibili sul sito dell'emittente.

Tutt'altro che sazi (almeno spero) possiamo quindi passare ad una bella monografia dedicata al neosessantenne John Carpenter, evocativamente intitolata Il signore del male, edita per i tipi di Unmondoaparte. Ovvero gli stessi editori di Kill baby kill!! il volume dedicato al sottostimato (in patria) Mario Bava.

Infine, con il numero di febbraio del mensile Ciak, è disponibile il doppio dvd di Io non sono qui. In vendita a 14,90 euro più il costo del giornale.

Povera patria

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore
Senatore Barbato
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
AN in festa
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
AN in festa 2
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Altre feste AN
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Senatore Barbato con mortadella
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
AN feste in piazza
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere..
Forza Italia in piazza
La primavera intanto tarda ad arrivare.
Zapatero
Povera Patria - Franco Battiato

Da quale pulpito!

Monito del papa durante l'Angelus: Rispettate le opinioni altrui.

Ecco, appunto

Le mie (tardive) nomination

Ok, lo ammetto. Se dicessi che l'esser stato inserito da Filippo nelle sue cinque nomination al Thinking Blogger Award non mi fa piacere mentirei. Ma, allo stesso tempo, credo davvero di non meritare tale attestato di stima perché questo blog è molto "giovane" e ha ampi margini di crescita. Comunque l'accolgo come uno stimolo a crescere e passo alle mie segnalazioni.

thinking_blogger_award_120

Ma non prima di aver premesso che si può partecipare solo se si è stati nominati ed aver seguito scrupolosamente le regole, che prevedono:
1) L'inserimento del banner del Thinking blogger award (fatto)
2) il linkaggio al post originario (fatto)
3) la stesura dei cinque blog prescelti (quest'ultima fase è mooooolto meno facile di quanto non sembri)

Bene. Lasciata alle spalle la burocrazia, passiamo all'elenco dei miei "magnifici cinque"!

  • Cinedelia, naturalmente scelto non per ricambiare la preferenza espressa da Filippo, ma per reale interesse nei confronti del suo spirito critico, capace di spaziare da Chaplin a Z-Movie (quanta nostalgia!!!) anni '80
  • Cineroom, ovvero l'antro di Chimy e Para, due corpi e una sola anima (ovviamente cinefila) al servizio degli autori realmente talentuosi. Conosciuti o pressoché inediti che siano. Sono una risorsa davvero preziosa.
  • Colazione da me. Lasciamo (in parte, cliccate il link per scoprire perché) i blog cinematografici e trasferiamoci nel raffinato spazio virtuale magnificamente "arredato" da Liz. Ciò che scrive, le foto che sceglie e (soprattutto) le musiche che accompagnano la visita da lei vi rimarranno dentro.
  • Pasticci in cucina. Notoriamente non si vive di solo cinema, pertanto segnalo questo blog della mia streghetta preferita (per tacer della sua gatta nera), invitandovi a saggiare le sue proposte culinarie. Notoriamente il cibo è uno dei piaceri della vita (sono convinto che si pensi anche meglio, dopo una piacevole mangiata) e Whitewillow sa coniugarlo con sensibilità e modestia che traspaiono dal suo blog.
  • Cronachesatte. Quando parte lancia in resta per "difendere" il suo amatissimo Harry Potter mi fa venir una gran voglia di dar fuoco a lui, alla Rowling e ai suddetti libri. Ma, quando si ricorda di essere una persona dotata di considerevole intelletto (nonché un discreto fotografo), e lo applica al blog, riguadagna i punti necessari per la segnalazione. E' vero, non capisce niente di cinema :-), ma ci sono difetti peggiori (forse...)

A tutti loro voglio inviare un sentito grazie per quanto mi hanno insegnato in questi mesi di navigazione tra i pensieri altrui.

Bene, detto ciò non mi resta che scusarmi con i tanti altri che avrebbero meritato la segnalazione. Ma le regole sono regole e, anche se a malincuore, vanno rispettate.

Amici per sempre

Non so se questa storia sia stata riportata fedelmente o se sia frutto di manipolazione giornalistica. Però, per una volta, mi piace credere che sia andata proprio com'è raccontata qui. Ennesima dimostrazione che gli animali hanno molto da insegnarci....

Sta tornando la Balena Bianca (no, non Moby Dick...)

Niente da fare.

Anche le speranze di chi confidava in un (salvifico) sdoppiamento di personalità del segretario del PD (dottor Veltroni e Mr. Walter: l'uno genuflesso alle gerarchie ecclesiastiche e l'altro tenacemente laicista) sono miseramente morte all'alba.

Anzi, nella prima mattinata di oggi. Quando, dall'una e dall'altra parte, ci si è cimentati in uno stucchevole "balletto" conseguente le critiche mosse agli amministratori romani dal Papa.
Dal Vaticano si denunciano le strumentalizzazioni ad opera della stampa (si sa che noi giornalisti siamo malvagi, ce l'abbiamo nel dna...) e dall'altra, a stretto giro d'inchini, Veltroni esprime gratitudine per le parole di Benedetto XVI. Il tutto nel breve volgere di qualche ora, un tempismo da record.

Ancor più sorprendente se si considera che lo stesso Veltroni, per replicare all'ipotesi di moratoria dell'aborto avanzata da Giuliano Ferrara, aveva impiegato oltre una settimana. Tempo speso per di più per partorire una replica quantomai "maAnchista".

Io mica pretendo uno Zapatero, mi accontenterei pure di un segretario che abbia ben presente una delle più efficaci massime pronunciate da Cavour: Libera chiesa in libero Stato

Scusate il ritardo...

Finalmente, dopo mille sollecitazioni, in un rigurgito di (cauta, cautissima...) laicità il segretario del PD si è deciso a dire qualcosa sulla richiesta di moratoria dell'aborto avanzata da Giuliano Ferrara dalle colonne del Foglio.

E' arrivato buon ultimo e, come ormai d'abitudine, ha espresso una posizione quantomai "maAnchista".
E dire che non gli si chiedeva mica di dire qualcosa di sinistra, sarebbe bastato qualcosa di buon senso...

Vabbé, sarà per la prossima volta... Speriamo...

Informazione di servizio (RSS)

Mi spiace dover "sporcare" il blog con un informazione che esula dai suoi normali contenuti, ma la recente "ristrutturazione" della piattaforma che lo ospita non mi lascia alternative.

Mi rivolgo a chi, per tenere d'occhio questo (o un qualsiasi altro) blog ospitato da Leonardo, utilizza aggregatori RSS: purtroppo i post successivi l'aggiornamento piattaforma non vengono rilevati (il mio ultimo risulta essere quello su Gaber dell'8 dicembre, in realtà seguito da altri 5-6 post), pertanto vi invito a non far affidamento al risultato dato dall'aggregatore.


Almeno finché lo staff di Leonardo non risolverà il problema. Grazie e scusate l'inconveniente.

Meglio tardi che mai...

L'edizione on line del Corriere della Sera informa di una variazione nella "sacra liturgia" dell'esame di Stato per accedere alla professione giornalistica.

Francamente non so se sia più anacronistico che finora non fosse consentito l'utilizzo di strumentazione diversa dalla lettera 22 (celebre per questa foto in cui è ritratto un giovane Indro Montanelli) e macchine da scrivere simili o che per superare questo "scoglio" sia necessaria l'approvazione di apposita legge...

L'unica consolazione è data dal constatare che, se non altro, i soloni dell'Ordine non sono rimasti a piuma e calamaio. Non per altro, è che spiaceva per le oche... 

Il pensiero (?) politico della Carfagna...

Mara Carfagna, con Sandro Bondi neo coordinatrice del nuovo parto(ito) di Berlusconi, attacca Maria Vittoria Brambilla, della quale non apprezza lo stile a suo dire troppo sexy.

Nella foto seguente, tratta da Corriere.it, la signora Carfagna è ritratta mentre esprime tutto il suo potenziale politico.

Parafrasando una vecchia pubblicità, potremmo affermare che "Per un partito di plastica serve una coordinatrice di plastica". Ogni altro commento mi pare superfluo...

Gaber aveva già capito tutto...

Allora: abbiamo Azouz Marzouk che rimpalla pericolosamente dalla strade di Erba, alle comparsate in discoteche e tv al carcere. Mentre lo pseudo agente di spettacolo Alessio Sundas (evito di inserire il link al suo sito per non far pubblicità ad un tipo simile...), dopo aver ingaggiato (o provato ad ingaggiare, in casi simili il vero e il verosimile quasi collimano) il tristemente noto Marco Ahmetovic, offre 50.000 euro ad Alberto Stasi per scrivere un suo memoriale (e quest'ultimo ha fortunatamente rifiutato). Il tutto per tacere delle ben note vicende delle gemelle Cappa. Intanto dall'Austria rimbalza la notizia che Natasha Kampusch diverrà conduttrice di un talk show tv.

Che cosa ci fa capire tutto questo? Semplice! Ci (ri)conferma che il mai abbastanza compianto Giorgio Gaber era un genio assoluto, visto che aveva già colto questa deriva mediatica nel 1994!!

Prima di lasciarvi con il testo di La strana famiglia, voglio però ricordarvi che il teatro di Gaber e di Sandro Luporini vive ancora nello spettacolo Un certo signor G. Certo Neri Marcoré non è Gaber, forse nessuno potrà mai essere come lui, ma gli rende un omaggio divertente e a tratti commuovente. Comunque sempre interessante. Non perdetelo!

 

La strana famiglia (di Gaber - Luporini)
 
Vi presento la mia famiglia
non si trucca, non si imbroglia
è la più disgraziata d'Italia,
anche se soffriamo molto
noi facciamo un buon ascolto
siamo quelli con l'audience più alto.

I miei genitori due vecchi intronati
per mezz'ora si sono insultati
a "C'eravamo tanto amati",
dalla vergogna lo zio Evaristo
si era nascosto, povero Cristo,
lo han già segnalato a "Chi l'ha visto?".

Il Ginetto dell'Idroscalo
quando la moglie lo manda a "fanculo"
piange in diretta con Sandra Milo,
per non parlare di mio fratello
che gli han rotto l'osso del collo
ora fa il morto a "Telefono giallo".

Come ti chiami, da dove chiami,
ci son per tutti tanti premi,
pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

E giù in Aspromonte c'ho dei parenti,
li ho rivisti belli contenti
nello "Speciale rapimenti",
mentre a Roma c'è lo zio Renzo
che è analfabeta ma ha scritto un romanzo
è sempre lì da Maurizio Costanzo.

E la fortuna di nonna Piera
che ha ucciso l'amante con la lupara
ha preso vent'anni in "Un giorno in pretura";
mio zio che ha perso la capra in montagna
che era da anni la sua compagna
ha fatto piangere anche Castagna.

Come ti chiami, da dove chiami,
ci son per tutti tanti premi,
pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

E poi chi c'è? Ah già, la Tamara
un mignottone di Viale Zara
che ha dato lezioni a Giuliano Ferrara,
e alla fine c'è nonno Renato
che c'ha l'AIDS da quando è nato
ha avuto un trionfo da Mino D'Amato.

Vi ho presentato la mia famiglia
non si trucca non si imbroglia
è la più disgraziata d'Italia.
Il bel paese sorridente
dove si specula allegramente
sulle disgrazie della gente.

Come ti chiami, da dove chiami,
stiam diventando tutti scemi,
pronto, pronto, pronto stiam diventando tutti coglioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

 

 

 

 

Assuefatti all'orrore

Glissando sull'utilità di inviare contingenti militari all'estero - ovviamente sull'argomento ho una mia opinione, ma non la riporto perché non è quella il tema del post - mi chiedevo con un certo sgomento se ormai non si sia tutti assuefatti all'orrore.

Quand'è iniziata la missione in Afghanistan, "complici" le polemiche politiche che l'hanno accompagnata (e che tuttora la caratterizzano), per ogni nostro militare morto veniva predisposta una copertura mediatico/politica impressionante. E forse pure eccessiva.

Salme attese all'aeroporto da politici di primo piano, tv pronte ad azzuffarsi per inquadrare meglio la lacrima dei parenti, picchetti e onori militari ai funerali.

Sabato ha perso la vita il maresciallo capo Daniele Paladini, ma stavolta la copertura mediatica della notizia è stata caratterizzata da molta meno enfasi: tv e giornali hanno (ovviamente) riportato la notizia, ma senza costruirci speciali ed approfondimenti.
Lo stesso dicasi per i funerali tenutisi ieri a Novi Ligure, che un quotidiano importante come La Repubblica ha relegato in taglio centrale a pagina 19. Un paio di colonne di testo e una foto, con tante grazie al maresciallo capo Paladini.

Fermo restando che (probabilmente) l'eccesso era rappresentato dalla copertura attuata per i precedenti casi, viene da chiedersi se non rischiamo una deriva statunitense, dove da tempo le bare dei soldati morti nei vari conflitti giungono alla chetichella per non demoralizzare troppo l'opinione pubblica.

Intanto in tv si continua a lacrimare da Maria, a ballare con Milly e a sognare con Antonella...
Mentre la sensazione che Carpenter avesse capito tutto si fa sempre più (amara) certezza.


Acculturiamoci...

...Acquistando (come ho appena fatto io) Kill baby kill! volume che omaggia a quel misconosciuto (in Italia) genio che rispondeva al nome di Mario Bava.
Mi auguro vivamente che Kill baby kill! (che poi è il titolo con cui venne distribuito Operazione paura negli Usa) ottenga un grande successo, perché il Maestro (altro che Argento...) sanremese, girando sempre in estrema povertà di mezzi, ci ha lasciato dei veri capolavori che meritano di essere scoperti.
Da La maschera del demonio a Cani arrabiati (chiedere a quella "jena" di Tarantino...) - passando per I tre volti della paura, Terrore nello spazio (fantascienza? Io direi più horror...), Operazione paura e alcuni altri che non cito solo per brevità - ci ha regalato delle vere e proprie perle. Persino Diabolik nelle sue mani si è elevato, diventato un manifesto dell'estetica pop.

Nel mio piccolo mi sono ripromesso di realizzare quanto prima un mega post globale per omaggiarlo come merita, ma purtroppo il tempo latita sempre... :-(
Per ora quindi vi lascio con alcuni filmati tratti da un bel documentario realizzato nel 2004 per conto di Sky, una palese dimostrazione di quanto il suo cinema sia amato da gente come Carpenter, Dante ecc...





Una sola certezza: ci prendono per il c..

L'altra mattina si è spezzato il gancetto che consentiva di inserire nel portachiavi la chiave della mia auto. Quindi stamattina sono passato dal concessionario per chiedere se era possibile ripararlo (ma già mi immaginavo una risposta negativa) o se non restava altra strada che sostituire la chiave.
Ovviamente l'unica via possibile è la seconda. Quindi, anche se un po' scocciato, ho chiesto quanto mi sarebbe venuta a costare la chiave nuova.
La risposta è stata "Sono 170 euro e mi serve il numero di telaio".
Trattenendo a stento il desiderio di inciderglielo sulla pelle (ovviamente con la chiave) il numero di telaio, gli ho detto che è un po' troppo e che ci avrei pensato.

No, dico... Io guido un'Alfa 147!! Ok, la versione top di gamma, iper accessoriato quanto vogliamo, ma resta sempre e solo una 147!!! E questi hanno il coraggio di chiedermi 170 euro per cambiare una chiave????!!?!?!?!?!

Comunque, visto l'evidente valore di quest'oggettino, sono indeciso se custodirla in cassetta di sicurezza o proporla a qualche museo d'arte moderna... :-(

Intanto vi presento in anteprima mondiale l'ottava meraviglia del mondo (visto quel che costa il ricambio...): la chiave della mia 147!!!

Riscossa felina

Dopo secoli di ingiustificate (ed ingiustificabili) persecuzioni, dettate dalla infinita stupidità umana, è finalmente arrivato il loro giorno! Infatti l'Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) ha indetto per domani, sabato 17 novembre, il primo "Gatto nero day".
Il fulcro della manifestazione sarà a Milano, ma ciascuno di noi può quotidianamente contrastare l'ignoranza che da sempre rende complessa la vita di questi meravigliosi animali.

Nel mio piccolo ho deciso di festeggiarli postando uno splendido raconto di Edgar Allan Poe, che peraltro ha ispirato anche il (brutto) episodio "argentiano" di Due occhi diabolici e un (pessimo) film di Fulci.
Ma tutto questo non prima di aver presentato... NINA!!



Ora, diciamocelo sinceramente, una gatta così buffa potrebbe mai portare sfortuna, anche solo per sbaglio??? :-)


Ma ora vi lascio al racconto. E' un testo particolarmente lungo, lo so, ma vi garantisco che vale decisamente il tempo che spenderete nel leggerlo. Quindi abbassate le luci, mettete in sottofondo una musica d'atmosfera e immergetevi nelle atmosfere che Poe sapeva magicamente creare...


Il gatto nero
di Edgar Allan Poe

Per il racconto piu' straordinario, e al medesimo tempo piu' comune, che sto
per narrare, non aspetto ne' pretendo di essere creduto. Sarei davvero pazzo a
pretendere che si presti fede a un fatto a cui persino i miei sensi respingono
la loro stessa testimonianza. Eppure pazzo non sono, e certamente non vaneggio.
Ma domani morro', e oggi voglio scaricare la mia anima. Mio scopo immediato e'
di porre innanzi al mondo, in modo piano, succinto, e senza commenti, una serie
di casi semplicemente domestici. Nel loro concatenarsi questi fatti mi hanno
terrificato, mi hanno torturato, mi hanno annientato. Non tentero' tuttavia di
spiegarli. Per me essi non hanno rappresentato che orrore; a molti invece piu'
che terribili essi sembreranno BAROQUES. In seguito forse un intelletto sapra'
condurre il mio fantasma al senso comune, un intelletto piu' calmo, piu'
logico, meno eccitabile del mio, il quale scorgera' nelle circostanze che io
descrivo con terrore, null'altroche un normale susseguirsi di cause e di
effetti naturalissimi.

Sin dall'infanzia sono stato conosciuto per la docilita' e la mitezza del mio
carattere. Ero talmente tenero di cuore, anzi, che i miei compagni mi avevano
preso a soggetto delle loro beffe. Amavo soprattutto gli animali, e i miei
genitori mi avevano concesso di possedere una grande varieta' di bestiole
preferite. Passavo con questi animaletti la maggior parte del mio tempo, e la
mia piu' perfetta felicita' consisteva nel nutrirli e nell'accarezzarli. Questo
tratto caratteristico della mia indole crebbe in me coll'andare degli anni e,
divenuto adulto, trassi da cio' una delle mie principali fonti di
soddisfazione. A coloro che abbiano provato un vivo affetto verso un cane
fedele e intelligente non occorrera' che io spieghi la natura e l'intensita'
del piacere derivante da questa tendenza. Vi e' qualcosa nell'amore spoglio di
egoismo e ricco di sacrificio di una bestia senz'anima, che va direttamente al
cuore di colui che abbia frequenti occasioni di saggiare la pacchiana amicizia
e l'instabile fedelta' del cosidetto UOMO.

Mi sposai giovane, e fui felice di ritrovare in mia moglie una tendenza non
contrastante con la mia. Avendo notato la mia debolezza verso gli animali
domestici, non perdeva occasione di procurarmi quelli che mi piacevano. Avevamo
diversi uccelli, dei pesciolini, un bel cane, alcuni conigli, una scimmietta, e
UN GATTO. Quest'ultimo era un animale bellissimo, di grossezza notevole,
completamente nero, e straordinariamente intelligente. Parlando della sua
intelligenza, mia moglie che in cuor suo non era scevra di una certa punta di
superstizione, faceva frequenti allusioni all'antica credenza popolare secondo
la quale tutti i gatti neri siano streghe travestite. Non che ella si
esprimesse mai SERIAMENTE su questo punto, e cito questo particolare soltanto
perche' mi capita ora, proprio per caso, di ricordarlo.

Pluto, cosi' si chiamava il gatto, era il mio animale preferito e il mio
compagno di giochi. Io soltanto gli davo da mangiare, ed egli mi seguiva
dovunque, per casa: anzi duravo fatica a impedirgli di accompagnarmi persino
per la strada.

La nostra amicizia si protrasse cosi' per parecchi anni, durante i quali il mio
temperamento e il mio carattere in genere, ad opera del demone Intemperanza
(arrossisco nel confessarlo), subirono un radicale mutamento verso il peggio.
Ero divenuto di giorno in giorno piu' scontroso, piu' irritabile, sempre piu'
incurante dei sentimenti altrui. Ero giunto a usare verso mia moglie un
linguaggio sconveniente. Alla fine arrivai persino alla violenza personale
contro di lei. Naturalmente anche le mie besrtiole ebbero a soffrire di questo
mutamento del mio carattere. Non solo le trascuravo, ma le maltrattavo. Verso
Pluto comunque sentivo ancora abbastanza tenerezza per trattenermi dal
picchiarlo, mentre non mi facevo srupolo di perquotere i conigli, la scimmia,
persino il cane, se essi per caso o per affetto mi si mettevano tra i piedi. Ma
il mio male peggiorava, quale male infatti e' peggiore dell'alcool? E infine
persino Pluto, il quale ormai invecchiava, ed era di conseguenza alquanto
stizzoso, persino Pluto comincio' a subire gli effetti del mio cattivo
carattere.

Una sera, ritornando a casa dai miei vagabondaggi per la citta', ubriaco
fradicio, ebbi la sensazione che il gatto evitasse la mia presenza. Lo
afferrai, e l'animale, allora, spaventato dalla mia violenza, mi produsse sulla
mano, con i suoi denti, una lieve ferita. In un attimo fui invaso da una furia
demonica. Non mi riconoscevo piu'. Era come se la mia anima originaria mi si
fosse a un tratto spiccata dal corpo, e una malvagita' peggio che infernale,
alimentata dal gin, pervase ogni fibra del mio essere. Mi tolsi di tasca un
temperino, lo apersi, afferrai la povera bestia per la gola, e deliberatamente
gli feci saltare l'occhio dall'orbita. Arrossisco, avvampo, rabbrividisco,
mentre la mia penna descrive questa inaudita atrocita'.

Allorche' col mattino la ragione mi ritorno', dopo che il sonno aveva fatto
dileguare lungi da me i fumi dell'orgia notturna, provai un sentimento per
meta' di orrore, per meta' di rimorso, per il delitto di cui mi ero reso
colpevole; ma non era che un sentimento debole e ambiguo, e l'anima ne rimase
intatta. Mi rituffai nei miei eccessi, e ben presto affogai nel vino ogni
ricordo del mio misfatto.

Coll'andare del tempo tuttavia il gatto guari'. Certo la sua occhiaia vuota
aveva un aspetto pauroso, ma l'animale non pareva soffrire piu' alcun dolore.
Si aggirava per la casa come al solito, ma com'era da aspettarsi, fuggiva
terrorizzato non appena mi vedeva. Mi era rimasto ancora abbastanza del mio
vecchio cuore per sentirmi a tutta prima addolorato da questo evidente disgusto
da parte di una creatura che un tempo mi aveva tanto amato. Ben presto pero' a
questo sentimento succedette una viva irritazione. E infine si impadroni' di
me, per sommergermi in modo definitivo e irrevocabile, lo spirito della
PERVERSITA'. Di questo spirito la filosofia non si cura. Eppure sono sicuro,
quanto sono sicuro che la mia anima vive, che la perversita' e' uno degli
impulsi piu' primitivi del cuore umano, una di quelle facolta' o sentimenti
primari non analizzabili che dirigono il carattere dell'Uomo. Chi non ha almeno
cento volte commessa un'azione sciocca o vile, per nessun altro motivo se non
perche' sa che non dovrebbe commetterla? Non proviamo noi una tendenza perenne,
a dispetto di ogni nostra migliore saggezza, a violare cio' che e' la LEGGE,
soltanto perche' la riconosciamo tale? Questo spirito di perversita', ripeto,
produsse in me il decadimento finale. Era questo insondabile anelito dell'anima
A TORTURARE SE STESSA, a violentare la propria stessa natura, a fare il male
soltanto per amore del male, che mi sospinse a continuare e infine a consumare
l'offesa che avevo inflitta alla bestia innocente.

Un mattino, a sangue freddo le passai un cappio al collo e la impiccai al ramo
di un albero; la impiccai, con le lagrime che mi sgorgavano dagli occhi e col
piu' amaro rimorso nel cuore; la impiccai PERCHE' sapevo che mi aveva amato, e
PERCHE' sentivo che non mi aveva dato alcun motivo di offesa; la impiccai
PERCHE' sapevo che cosi' facendo commettevo un peccato, un peccato mortale che
avrebbe posto in tale pericolo la mia anima immortale da sottrarla (se una cosa
simile fosse possibile) perfina all'infinita misericordia dell'Infinitamente
Misericordioso e Infinitamente Terribile Iddio.

La notte di quel giorno in cui avevo compiuto questo gesto crudele fui
risvegliato nel sonno da grida di "al fuoco! Al fuoco!". I cortinaggi del mio
letto erano in fiamme, tutta la casa ardeva. Fu con grande difficolta' che mia
moglie, una domestica e io stesso riuscimmo a salvarci dall'incendio. La
distruzione fu totale. Tutta la mia sostanza venne inghiottita dal disastro, e
da quel momento in avanti io mi abbandonai alla disperazione.

Non ho affatto la debolezza di cercar di stabilire un nesso di causa e di
effetto tra questa sciagura e l'atrocita' da me commessa. Ma sto enumerando una
catena di fatti, e non desidero percio' lasciare incompiuto anche un solo
eventuale anello. Il giorno successivo all'incendio mi recai a ispezionare le
macerie. Tutti i muri della casa erano caduti, a eccezione di uno solo. Si
trattava di un muro divisorio, non molto massiccio, che si trovava verso il
mezzo della casa, e contro il quale aveva sempre poggiato la testa del mio
letto. In questo punto l'intonaco aveva in gran parte resistito all'azione del
fuoco, un particolare che io attribuii al fatto essere stata quella parete
appunto ripulita di fresco. Intorno a questo muro si era radunata una densa
folla, e molte persone sembravano esaminare un certo tratto di parete con
attenzione minutissima e ansiosa. Le parole "Strano!", e "Incredibile!", e altre
espressioni consimili eccitarono la mia curiosita'. Mi avvicinai e vidi, quasi
fosse scolpita in BAS-RELIEF sulla superficie bianca, l'immagine di un gatto
gigantesco. L'effetto era reso con una precisione che aveva veramente del
fantastico. Intorno al collo dell'animale penzolava una corda.

A tutta prima, nel trovarmi di fronte a quella apparizione, poiche' non potevo
considerarla altrimenti, fui invaso da uno sbalordimento e da un terrore
incontrollabili. Ma in seguito la ragione mi venne in soccorso. Mi rammentai di
avere impiccato il gatto in un giardino adiacente alla casa. Quando era stato
dato l'allarme d'incendio questo giardino era stato immediatamente invaso dalla
folla, e tra questa qualcuno doveva aver tolto l'animale dall'albero e doveva
averlo gettato attraverso la finestra aperta, nella mia stanza. Forse avevano
fatto questo con l'intenzione di svegliarmi. La caduta di altre pareti aveva
schiacciato la vittima della mia crudelta' nella massa dell'intonaco spalmato
di fresco; e la calce di questo, unitamente alle fiamme a all'AMMONIA esalante
dalla carogna avevano poi compiuto la raffigurazione che io ora vedevo dinanzi.

Per quanto riuscissi a placare con questa riflessione il mio cervello, se non
completamente la mia coscienza, e giustificare cosi' il fatto sorprendente che
ho teste' narrato, non mi fu tuttavia possibile sottrarmi alla profonda
impressione che esso aveva provocato sulla mia fantasia. Per mesi interi non
riuscii a liberarmi del fantasma del gatto, e durante tutto quel tempo il mio
spirito fu tormentato da un sentimento indefinito che poteva sembrare, ma non
era, rimorso. Giunsi sino al punto di rimpiangere la perdita dell'animale e a
guardarmi attorno, nei sordidi ambienti che ormai frequentavo d'abitudine, in
cerca di qualche altro esemplare della stessa specie, se non proprio del tutto
identico, da poter coccolare, e grazie al quale sostituire la bestiola perduta.

Una notte, mentre sedevo, in stato di semistupidimento, in una taverna
malfamata, la mia attenzione fu improvvisamente attratta da un oggetto nero che
posava sul coperchio di una delle tante botti enormi piene di gin o di rum
costituenti il principale arredamento della stanza. Gia' da alcuni minuti stavi
fissando proprio il coperchio di quella botte, e fui percio' sorpreso di non
essermi accorto prima dell'oggetto che vi era adagiato sopra. Mi avvicinai e lo
toccai con la mano. Era un gatto nero enorme, grosso quanto Pluto, e che gli
assomigliava in tutto tranne che per un unico particolare. Pluto non aveva un
solo pelo bianco in tutto il corpo, mentre questo gatto aveva l'intera zona del
petto ricoperta di una larga se pure indefinita macchia bianca.

Non appena lo toccai l'animale si alzo' immediatamente, si mise a ronfare
forte, si strofino' contro la mia mano, parve insomma felice della mia
attenzione verso di lui. Era dunque proprio il gatto di cui andavo in cerca.
Offersi subito al taverniere di acquistarlo, ma l'uomo dichiaro' di non avere
alcun diritto su quella bestia, poiche' non ne sapeva nulla, ne' mai l'aveva
veduta prima.

Seguitai ad accarezzarlo, e mentre mi disponevo a ritornare a casa, l'animale
dimostro' subito una evidente intenzione di accompagnarmi. Naturalmente ne fui
ben contento, e di quando in quando mi chinavo a lisciargli il pelo pur
seguitando a procedere nel mio cammino. Non appena giunto a casa la bestia si
addomestico' subito e divenne immediatamente il coccolo di mia moglie.

Per parte mia mi accorsi ben presto che in me sorgeva contro l'animale una viva
antipatia. Era proprio il contrario di quanto avevo preveduto, ma non so
perche' o come fosse, la sua manifesta tenerezza verso la mia persona mi
indispettiva e disgustava. Gradatamente questi sentimenti di ribrezzo e di
insofferenza si tramutarono in un odio profondo. Evitavo l'animale; un vago
senso di vergogna e il ricordo del mio precedente atto di crudelta' mi impediva
di maltrattarlo fisicamente. Per alcune settimane mi trattenni dal picchiarlo,
o dal fargli comunque del danno, ma a poco a poco, oh, per lentissimi gradi,
giunsi a considerarlo con un ribrezzo indescrivibile e a fuggire
silenziosamente la sua odiosa presenza come sarei fuggito dal lezzo
pestilenziale di una malattia contagiosa.

Quel che alimentava senza dubbio il mio odio verso l'animale era stata la
scoperta, il mattino successivo alla sua venuta nella mia casa, che anche
questo gatto, al pari di Pluto, era cieco di un occhio. Questo particolare
invece non aveva fatto che renderlo ancora piu' caro a mia moglie, la quale,
come gia' ho detto, possedeva in sommo grado quella umanita' di sentimenti che
era stata un tempo il mio tratto caratteristico, e la fonte di molte tra le mie
piu' semplici e piu' pure soddisfazioni.

Ma quanto piu' la mia avversione per questo gatto cresceva, tanto piu' sembrava
aumentare da parte sua la tenerezza verso di me. Seguiva i miei passi con una
ostinazione che sarebbe difficile far comprendere al lettore. Dovunque mi
sedessi, subito si accovacciava sotto la mia seggiola, o mi balzava sulle
ginocchia, importunandomi con le sue insopportabili feste. Se mi alzavo per
passeggiare, ecco che correva a mettermisi fra i piedie per poco non mi faceva
cadere, oppure conficcando nel mio vestito i suoi unghioli lunghi e aguzzi, si
arrampicava con questo sistema sino al mio petto. In quei momenti, benche' mi
divorasse il desiderio di distruggerlo con un colpo solo, ero trattenuto dal
far cio', in parte dal ricordo del mio precedente delitto, ma soprattutto,
lasciate che lo confessi subito, da un vero e proprio TERRORE dell'animale.

Questo terrore non era esattamente il terrore di un possibile male fisico, e
tuttavia non saprei come altrimenti definirlo. Ho quasi vergogna di ammettere -
si', persino in questa cella d'infamia, ho quasi vergogna d'ammettere, - che il
terrore e l'orrore ispiratimi dall'animale erano stati rafforzati da una tra le
piu' chimeriche assurdita' che sia possibile immaginare. Mia moglie aveva piu'
d'una volta richiamata la mia attenzione sulla stranezza della macchia di peli
bianchi di cui ho gia' accennato, e che costituiva la sola differenza visibile
tra questo misterioso gatto e quello che io avevo ucciso. Il lettore si
rammentera' che questo segno, per quanto grande, dapprincipio era molto
indefinito, mentre invece in seguito (per gradi lentissimi, quasi
impercettibili, e che la mia Ragione si rifiuto' a lungo di ammettere,
respingendoli come un'assurda fantasia) aveva infine assunto nettezza di
contorni e una forma precisa. Esso era divenuto ora la rappresentazione di un
oggetto che rabbrividisco a nominare, e per questo soprattutto odiavo e
paventavo e avrei voluto sbarazzarmi di quel mostro SE SOLTANTO LO AVESSI OSATO,
poiche' questo segno, ripeto, si era finalmente trasformato nella figurazione
limpidissima di un oggetto odioso e ributtante: era divenuto una FORCA, oh,
lugubre e terribile macchina di orrore e di delitto, di agonia e di morte!

E adesso la mia miseria superava la miseria tutta dell'Umanita' intera. E una
BESTIA BRUTA, il cui simile io avevo cosi' sprezzantemente annientato, una
BESTIA BRUTA doveva foggiare per ME, per me uomo, fatto a immagine
dell'Altissimo Iddio, un cosi' intollerabile tormento? Ahime'! Non conobbi piu'
ne' di notte ne' di giorno la benedizione del riposo! Di giorno l'animale non mi
lasciava solo neppure per un istante; e di notte mi svegliavo di ora in ora
di soprassalto, da incubi grevi di indicibile paura, per sentirmi l'alito caldo
di QUELLA COSA sulla faccia, e la vasta massa del suo corpo. Incubo incarnato
che non avevo il potere di scuotermi di dosso, eternamente incombente sul mio
CUORE!

Sotto l'incalzare di siffatte torture, quel poco di bene che ancora restava in
me scomparve. Pensieri malvagi divennero i miei soli compagni, ed erano i piu'
tetri, i piu' malvagi dei pensieri. L'ombrosita' abituale del mio carattere si
tramuto' in un odio forsennato di tutte le cose e dell'intera umanita'; mentre
degli scoppi improvvisi, frequenti, incontrollabili di collera ai quali ora io
ciecamente mi abbandonavo, la mia docile moglie, era divenuta, ahime! la vittima
piu' consueta e piu' paziente.

Un giorno ella mi accompagno' per necessita' domestiche nello scantinato del
vecchio edificio dove la nostra poverta' ci costringeva ora ad abitare. Il gatto
naturalmente mi aveva seguito giu' per i ripidi scalini, e, avendo io evitato
per vero miracolo di cadere lungo disteso per causa sua, mi aveva esasperato
sino alla follia. Sollevai una scure e dimenticando nella mia collera il terrore
puerile che sino a quel momento mi aveva trattenuto la mano, diressi contro
l'animale un colpo che certo lo avrebbe ucciso all'istante se fosse calato come
io avrei voluto. Ma questo colpo fu arrestato dalla mano di mia moglie. La sua
intromissione mi colmo' di furore demoniaco e liberando violentemente il mio
braccio dala sua stretta le affondai la scure nel cervello. Ella cadde morta
stecchita, senza emettere un gemito.

Appena compiuto questo odioso crimine, mi posi immediatamente e con frdda
deliberazione all'impresa di occultare il cadavere. Sapevo che non mi era
possibile rimuoverlo dalla casa, ne' di giorno ne' di notte, senza correre il
rischio di essere notato dai vicini. Formai nella mia mente molti progetti. A
tutta prima pensai di tagliare il cadavere in pezzi minuti e di distruggerli nel
fuoco. In un secondo tempo decisi di scavare una fossa nel pavimento della

cantina. Poi architettai di gettarlo nel pozzo del cortile, oppure di porlo
dentro una scatola, come se fosse della merce, e ordinare al portiere di
portarlo via da casa. Infine escogitai quello che mi parve l'espediente
migliore. Decisi di murarlo nella cantina stessa, come si narra solessero murare
le proprie vittime i monaci medievali.

La cantina era adattissima a uno scopo come il mio. Le sue pareti erano state
costruite rozzamente, e di fresco intonacate con cemento grossolano, cui
l'umidita' atmosferica aveva impedito d'indurirsi. Inoltre in una delle pareti
vi era uno sporto, provocato da un falso camino, o caminetto, che era stato
riempito e trasformato in modo da somigliare al resto dello scantinato. Mi
assicurai che mi sarebbe stato facile spostare i mattoni in quel punto,
inserirvi il cadavere, e tornare a murare il tutto come prima, in modo che
nessun occhio umano potesse scorgervi alcunche' di sospetto.

I miei calcoli non dovevano ingannarmi. Con l'aiuto di una sbarra di ferro
scostai facilmente i mattoni, e dopo avere accuratamente deposto il cadavere
contro la parete interna, lo puntellai in quella posizione mentre andavo via via
riaccomodando senza fatica l'intera opera muraria cosi' come era stata
originariamente costruita. Mi ero procurato con tutte le possibili cautele della
calce e della sabbia, avevo preparato l'intonaco in modo che non era
assolutamente possibile distinguerlo dal vecchio, e con esso ricopersi
accuratamente la nuova opera muraria. Quando ebbi finito mi accorsi con
soddisfazione di aver compiuto un buon lavoro. Il muro non sembrava essere stato
manomesso minimamente. Spazzai con attenzione minutissima il pavimento dei
rifiuti e delle scorie di cui lo avevo sporcato. Mi guardai attorno trionfante e
dissi a me stesso: "Meno male! Le mie fatiche non sono state vane".

Subito dopo, il mio primo pensiero fu quello di andare in cerca dell'animale che
era stata la causa di tanta sciagura, poiche' ero ormai fermamente deciso ad
ucciderlo. Se fossi stato in grado di acchiapparlo in quel momento, il suo
destino sarebbe stato indubbiamente segnato, ma, a quel che pareva, l'astuta
bestia si era spaventata del mio precedente accesso di collera, e si guardava
bene dal presentarsi al mio cospetto, date le attuali condizioni del mio umore.
Mi e' impossibile descrivere, o fare immaginare al lettore, il senso profondo,
quasi estatico di sollievo che la constatazione della scomparsa dell'odiata
creatura suscito' nel mio petto. Per tutta quella notte non si fece vedere, e
cosi' per una notte almeno, da quando si era introdotto nella mia casa, riuscii
a dormire di un sonno profondo e pacifico; si', DORMII nonostante il peso del
delitto che mi gravava sull'anima!

Passo' il secondo giorno, passo' il terzo, ma il mio tormentatore non comparve.
Tornai a respirare come un uomo libero. Certo il mostro, spaventato, era fuggito
dalla mia casa per sempre! Non lo avrei piu' veduto! La mia felicita' era al
colmo! Non sentivo quasi la colpa del mio truce misfatto. Mi erano state rivolte
alcune domande, ma avevo saputo rispondere a tutte in modo soddisfacente. Era
stata persino ordinata un'inchiesta, ma naturalmente nessuno aveva scoperto
nulla. Ero certo di avere ormai assicurato un avvenire tranquillo e sereno.

Il quarto giorno successivo all'assassinio entro' pero' inaspettatamente in casa
mia una squadra di poliziontti che procedette a un rigoroso esame dei locali.
Sicuro pero' della inaccessibilita' del mio nascondiglio non provai alcun
imbarazzo. I funzionari di polizia mi pregarono di accompagnarli nela loro
perquisizione. Ogni angolo, ogni ripostiglio fu attentamente esplorato. Infine
scesero in cantina per la terza o quarta volta. Non uno solo dei miei muscoli
tremo'. Il mio cuore batteva calmo come batte a chi dorme nel sonno
dell'innocenza. Percorsi la cantina da un capo all'altro, tenendo le braccia
incrociate sul petto, e aggirandomi di qua e di la' con disinvoltura. I
poliziotti si dichiararono soddisfatti e si disposero ad andarsene. L'esultanza
del mio cuore era troppo intensa perche' potessi trattenerla.
Bruciavo dal dire ancora una parola sola, per rafforzare il mio trionfo, e
rassicurarli doppiamente dela mia innocenza.

- Signori, - dissi infine, mentre gia' stavano salendo i gradini, - sono lieto
di avere calmato i vostri sospetti. Vi auguro buona salute, e vi porgo i miei
omaggi. A proposito, signori, questa... questa e' una casa costruita
meravigliosamente bene. - (Nel desiderio morboso di parlare con disinvoltura,
quasi non mi rendevo conto delle parole che proferivo). - Posso dire anzi che e'
una casa costruita in maniera ECCELLENTE. Queste pareti, ve ne state gia'
andando, signori? queste pareti, guardate come sono solide! - E a questo punto,
in una vera frenesia di sfida, picchiai pesantemente con la mazza che tenevo in
mano proprio su quel tratto di opera muraria dietro al quale stava il cadavere
della moglie che io avevo tanto amata.

Ma possa Iddio proteggermi e liberarmi dagli artigli dell'Arcidemonio! Non
appena gli echi dei miei colpi si furono spenti nel silenzio, ecco che ad essi
una voce rispose dal segreto loculo! Era un pianto, dapprima soffocato e
interrotto, come il singhiozzare di un bambino, che rapidamente si enfio' sino a
divenire un unico lungo, alto, continuo urlo, indicibilmente strano e inumano,
un ululato, uno strido guaiolante, per meta' di orrore e per meta' di trionfo,
quale solo avrebbe potuto levarsi dal fondo dell'inferno, se le gole di tutti i
dannati nella loro angoscia e tutti i demoni nell'esultanza della dannazione
umana si fossero insieme congiunte.

Di quel che fossero i miei pensieri in quel momento e' follia parlare.
Sentendomi venir meno, arretrai barcollando verso la parete opposta. Per un
attimo i poliziotti, giunti gia' in cima alle scale ristettero immobili,
raggelati dall'orrore e da una specie di arcana paura. Un attimo dopo dodici
braccia robuste si davano da fare attorno alla parete. Questa cadde di colpo in
tutta la sua massa. Il cadavere, gia' quasi interamente decomposto e chiazzato
di sangue raggrumato, apparve eretto dinazi agli occhi degli agenti. Sul suo
capo, con la sua rossa bocca spalancata e l'unico occhio di fiamma, sedeva lo
spaventoso animale la cui malizia mi aveva indotto al delitto, e la cui voce
rivelatrice mi aveva consegnato al boia.

Avevo murato il mostro entro la tomba!

Nostalgie

Noi...

Noi che la penitenza era "dire fare baciare lettera testamento".

Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei
Giardini'.

Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più
figo.

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.

Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita e poi la bella e poi la
bella della bella...

Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a
memoria.

Noi che giocavamo a Forza 4.

Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era
sempre Domodossola).

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.

Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.

Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color..'.

Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte.

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava
riavvolgere il nastro con la bic.

Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!

Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, Daitan3,
Gundam, Astro-Robot e Daltanious.

Noi che "Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe
forte di Holly E Mark Lenders..."

Noi che guardavamo 'La Casa nella Prateria' anche se metteva tristezza.

Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese,
un tedesco e un italiano

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che si andava in cabina a telefonare.

Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola
con l'albero.

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire
tardissimo.

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più
era rosso più eri figo.

Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre
sorridenti.

Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.

Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava due.

Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il
terrore.

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte
alla mattina.

Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.

Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days.

Noi che il primo novembre era 'Tutti i Santi', mica Halloween.

Noi che a scuola andavamo con lo zaino Invicta e la Smemoranda.

Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di
interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.

Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.

Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire.

Noi che si suonava la pianola Bontempi.

Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la
Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!

Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia.

Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla
della provincia in arancione!!

Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.

Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.

Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso
(per gli ometti!!!)

Noi che giocavamo col Super Tele Noi che il tango costava ancora 5 mila lire
e.. 'stai sicuro che questo non vola...'

Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c'erano le
Nike Legend e le Clarck azzurre.

Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli
delle femmine.

Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con
l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino.

Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra
truccato ed eri un figo della Madonna!!!

NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO
QUANDO CE LE RICORDIAMO.

NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!

...QUESTA è LA NOSTRA STORIA...

E a proposito di storie e nostalgie... Una canzone che è un vero e proprio inno a quegli anni. Buon ascolto!!!

Il nascondiglio di Avati, più sbadigli che spaventi

Il nascondiglio
Pupi Avati
Piccola Biblioteca Oscar
Mondadori 2007 - Isbn: 9788804572763

Una vedova di origine italiana, segnata da un lungo ricovero presso una clinica psichiatrica, decide di aprire un ristorante tipico in quel di Davenport (Iowa), trovando il luogo ideale in una vecchia e sinistra magione che le viene affittata a prezzo stracciato. Quel che la donna ignora, è che cinquant'anni prima la villa fu teatro di un orrendo massacro, costato la vita ad alcune suore e ad un'anziana ospite. Di pari passo con l'indagine che decide di intraprendere, la donna inizierà ad avvertire strane presenze sempre più minacciose. Suggestioni della sua fragile mente o reali pericoli?

Per il suo ritorno al thriller/horror – genere già frequentato ai tempi dei capolavori La casa dalle finestre che ridono e Zeder, nonché nel parodistico Tutti defunti tranne i morti e successivamente con L'arcano incantatorePupi Avati ha scritto e diretto questa storia d'ambientazione americana.
Ma non è del film (nelle sale dal 16 novembre) che voglio parlarvi, bensì dell'omonimo romanzo, edito da Mondadori nella collana Piccola Biblioteca Oscar. Anche se sarebbe forse più corretto parlare di racconto lungo, reso romanzo mediante escamotage editoriali quali l'utilizzo di carta particolarmente spessa, font di dimensioni tali da essere leggibili senza occhiali anche da un miope, paragrafi brevi e dalle ampie spaziature.
Ma non è neppure della strategia editoriale che voglio parlarvi, anche perché il tema comporterebbe un'analisi piuttosto complessa, quanto piuttosto della mia delusione.

Tolte le prime pagine, in cui la descrizione degli ambienti e la rievocazione della strage effettivamente qualche brivido lo regalano, il resto del libercolo scorre via senza sussulti, inanellando una serie di azioni/reazioni del tutto prevedibili da chiunque abbia letto almeno un paio di thriller. Così anche il finale, tanto improbabile quanto raffazzonato, degna conclusione di un'operina davvero insoddisfacente.
Resta la speranza che – a differenza di questo volumetto, probabilmente editato più per ragioni “alimentari” che artistiche – la pellicola omonima sappia regalare quei brividi che nel libro sono nettamente sovrastati dagli sbadigli.

Ciao direttore, grazie di tutto...

Anche se ampiamente nell'ordine delle cose (aveva 87 anni e, da tempo malato di cuore, era ricoverato ormai da più di una settimana), la morte di un gigante del giornalismo come Enzo Biagi coglie comunque impreparati. Impossibilitato (anche dalla mancanza di tempo) a ricordarlo come meriterebbe, vi rimando agli ampi speciali che Repubblica e Corriere della Sera hanno prontamente allestito.

Auspico però che l'uomo (?) che il 18 aprile 2002, in visita ufficiale a Sofia, affermò: «L'uso che Biagi, Santoro, ... come si chiama quell'altro ... Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga» abbia per una volta il buon gusto di restare in silenzio.
Eviti cioé di accodarsi cialtronamente al cordoglio (sincero) della tanta gente comune che ha sempre ammirato la correttezza con cui Biagi ha svolto il suo lavoro.

Voglio chiudere questo piccolo spazio di commemorazione proponendovi il suo ritorno in televisione, avvenuto a cinque anni dall'editto bulgaro, in RT - Rotocalco Televisivo.


Ciao direttore,
grazie per quello che hai insegnato a tutti noi, aspiranti giornalisti e non...


Il compagno Greg (House) e la sanità USA

Il sospetto si era insinuato da un po', ma con l'episodio Mirror, Mirror (Specchio, specchio) cadono anche gli ultimi dubbi: Greg House è un liberal!

Come potete leggere voi stessi qui, il burbero medico interpretato da Hugh Laurie si è schierato apertamente con Michael Moore e il suo Sicko: ovvero all'opposto della politica sanitaria del presidente Bush e dei candidati alle Primarie Repubblicane.
Il tutto ad un anno dalle elezioni presidenziali (4 novembre 2008) e, soprattutto, su una rete ultra conservatrice come la Fox.
Che comunque è il medesimo canale sul quale vanno in onda i tutt'altro che reazionari Simpson. Ora, se due indizi fanno una prova, vuoi vedere che Rupert Murdoch (proprietario dell'impero Fox) sta allevando serpi (democratiche) in seno?

Infine eccovi il promo USA con "zio Greg" a pugno chiuso!!!

...E benvenuto tra noi!

Ogni tanto lo juventino moderato che alberga in me si risveglia e da segni di vita.
Questa è una di quelle volte.
Pertanto sono davvero lieto di dare il benvenuto a Tobias Del Piero, figlio del Capitano e della moglie Sonia Amoruso. Avrà lo stesso talento del padre? ;-)

Intanto gli ribadisco il BENVENUTO con l'omonima canzone di Vasco!



Van Wood vs Coldplay: hanno copiato una mia canzone!!!

Ebbene si: dopo Albano contro Michael Jackson tocca all'immarcescibile Peter Van Wood. Che, con considerevole sprezzo del pericolo (e soprattutto del ridicolo), si scaglia contro i Coldplay!

L'onta del plagio va lavata con un milione di euro di risarcimento danni! Mica bruscoletti...
Comunque se i due brani si somigliano per davvero potete giudicarlo voi stessi cliccando qui...

Comunque vada sarà un successo? (Inni contrapposti)

Finora, per puro spirito di carità di patria (politica), ho evitato di dire la mia sul "Pianeta PD" - dalle modalità elettive, con nomi scelti dalle nomenclature e blindatissimi (e poi hanno pure la faccia tosta sufficiente per prendersela con la legge elettorale voluta dal centro-destra...), all'aut aut di Veltroni che non vuole correnti (pia speranza Walter, pia speranza...) - ma proprio non potevo esimermi dal proporre questi due ipotetici inni del nascente (?) partito. A voi quale piace di più?


Neri Marcorè/Ligabue da Parla con me



Maurizio Crozza da Crozza, Italia Live

Non è mai troppo tardi...

Un post veloce (e un grande, meritatissimo, plauso) per la signora Nedda Gottardi, 86 anni.

La sua storia è ben raccontata in questo articolo di Repubblica, al quale vi rimando.

Nel mio piccolo ho appena linkato il suo blog. E voi, che aspettate? :-)

Avati torna all'horror (al cinema e in libreria)

Anche se è decisamente più noto per altre sue produzioni, Pupi Avati vanta un passato di tutto rispetto anche nell'horror. Sviluppato sia attenendosi al genere (il capolavoro La casa dalle finestre che ridono, Zeder e L'arcano incantatore) e sia in chiave parodistica (Tutti defunti tranne i morti).
Visti i precedenti, si percepiscono grande curiosità e attesa per Il nascondiglio, suo ritorno al genere, previsto nelle sale (salvo slittamenti) dal 16 novembre.

Come ingannare l'attesa? Semplice: andando in libreria!
Dove potrete acquistare l'omonimo libro, edito da Mondadori nella collana Piccola Biblioteca Oscar. Avendolo comprato appena poche ore fa non sono (ancora) in grado di recensirlo, ma conoscendo l'Avati autore cinematografico (regista e sceneggiatore) vi ripongo grandi speranze!

Omaggio al Che

Ricollegandomi a questo post di Trinity, vorrei a mia volta ricordare Ernesto "Che" Guevara. Una figura che, indipendentemente dalle opinioni politiche di ciascuno, ha indiscutibilmente segnato la storia del secolo scorso.
E, poiché oggi mi sento molto "gucciniano", vi propongo la sua bellissima Stagioni.
 
Ma non prima di aver consigliato la lettura di Senza perdere la tenerezza, la bellissima biografia del Che scritta da Paco Ignacio Taibo II.


 

Una giornata da Cirano (Canzone per me)

Ormai da anni, quando ho una giornata storta (quella di oggi è da record in tal senso), ascolto e riascolto ossessivamente l'Alanis Morrisette di Jagged little pill e Cirano di Francesco Guccini. Di solito sono sufficienti per ridarmi la carica perduta.
Non potendo per ovvi motivi linkare tutto l'album della Morrisette, vi propongo il Guccio. Chissà che la "terapia" non possa aiutare anche voi quando avrete una giornata no.


Ed infine la stessa canzone in versione live

Repetita juvant...

... In questo caso aiuta i nostri amici a quattro (o più, o meno... non mettiamo limiti alla fantasia e alla provvidenza) zampe.

Quindi l'invito è sempre il medesimo: leggete attentamente questo post (che poi è il medesimo di prima, ma visto che ripetere aiuta...) e poi scendete in piazza anche voi!

Simpsonizzati anche tu!!!

Grazie ad un forumista di Orologiando, che lo ha segnalato nella sezione Off topic, ho scoperto l'esistenza di questo fantastico sito!

Per "simpsonizzarvi" vi basterà inserire un primo piano (vostro o di chi volete voi) e seguire le semplici istruzioni e... voilà! Anche voi entrerete nel favoloso (?) mondo dei Simpson!

Quello che segue è un esempio realizzato con una mia foto (quella al naturale è a sinistra!!) :-)


Qua la zampa! Il 6 e 7 ottobre saranno le giornate degli animali



Cani e gatti. Ma anche cavalli, conigli nani, criceti, porcellini d'india, tartarughe, iguane e chi più ne ha (fantasia) più ne metta. Non importa quale animale vi allieta le giornate, l'essenziale è sapere che il 6 e il 7 ottobre (ovvero sabato e domenica prossimi) saranno le loro giornate.

In quei due giorni in moltissime piazze italiane troverete i banchetti dell'Enpa, dove potrete partecipare al referendum "La città per gli animali" (già attivo on line) nell'ambito del quale sarà possibile indicare le tre iniziative ritenute più importanti per il benessere dei nostri amici animali. Nel corso della due giorni sarà inoltre possibile acquistare l'esclusivo ciondolo (realizzato per Enpa da Unoaerre) simbolo dell'amore per gli animali.

Senza dimenticare che fino al 10 ottobre, inviando un sms solidale al 48585 (al costo di un euro), si donerà un euro all'Enpa e di conseguenza si "riempirà la ciotola" di un trovatello.

Quindi segnatevelo in agenda: il 6 e 7 tutti in piazza per i nostri amici a 4 (o di più, o di meno) zampe!

La pagliuzza e la trave

Con una maggioranza che al Senato si regge per miracolo, mentre torna alla ribalta l'accoppiata Turigliatto & Rossi (il primo "limitandosi" ad annunciare il suo no alla finanziaria, l'altro accompagnando il voto contrario con l'annuncio della nascita di un nuovo movimento) e Berlusconi affila le armi mediatiche, noi ci preoccupiamo/indigniamo per i privilegi di Mastella???

Duole dirlo ma, parafrasando Moretti, ce lo meritiamo Berlusconi!

I panni sporchi del Torino

Ok, la notizia in sè non è freschissima, ma per quanti se la fossero persa...

Novellino, l'allenatore-spia che venne nel cestino (della biancheria sporca)

Francamente, per quanto ci si possa impegnare, credo non sia davvero possibile immaginare una notizia più divertente (se, come me, si è bianconeri) alla vigilia di un derby!

Nell'immagine che segue l'astuto allenatore del Torino ed il suo vice sono ritratti mentre provano un nuovo, ingegnosissimo, travestimento per la partita di domani! :-)


In rosso per la Birmania

Mentre l'attenzione di gran parte dei media nostrani è incentrata su Garlasco e su Mastella & Co., dall'altra parte di questo martoriato mondo i militari sparano a vista contro la folla e i giornalisti stranieri "colpevoli" di raccontare la repressione della protesta.
Un massacro dimenticato (almeno guardando allo spazio che ha finora trovato su giornali e tv italiane), che arriva nelle case di tutti noi grazie alla rete, unica vera rivoluzione pacifica degli ultimi decenni.

Ma non ho scritto questo post per parlare del sorpasso del web sui media tradizionali, bensì per sottolineare come proprio su internet si sia diffusa una importante iniziativa: una maglietta rossa per la Birmania. Un piccolo ma significativo gesto per dimostrare solidarietà ad un popolo che, dopo decenni vissuti sotto il giogo della dittatura, sta pagando con la vita questa coraggiosa ribellione. Facendo mio l'appello che circola in rete (In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. - A sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa.) mi auguro che domani l'Italia sia inondata di rosso, per una volta simbolo di solidarietà e speranza.

Neo oscurantismi

Da Repubblica.it:
La Conferenza Episcopale Italiana condivide la presa di posizione della Santa Sede che ha ritirato i suoi finanziamenti ad Amnesty International per la linea a favore dell'aborto assunta dall'organismo internazionale. Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, si e' riferito alla vicenda nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente, condannado "la clamorosa inclusione, tra i diritti umani riconosciuti, della scelta di aborto, magari anche solo nei casi di violenza compiuta sulla donna". "Sono derive - ha scandito l'arcivescovo di Genova - che ci rendono ulteriormente avvertiti del pericoloso sgretolamento a cui sono sottoposte le consapevolezze umane anche piu' evidenti, e della necessita' quindi di una presenza qualificata a contrastare simili esiti".

Ora manca soltanto la ricostituzione della Santa Inquisizione

Il Grillo parlante...

Mai come stavolta mi spiace dover affermare: l'avevo detto.
Tramite il suo seguitissimo blog Beppe Grillo lancia la volata a liste civiche che, aderendo ad alcuni requisiti indicati sul blog medesimo, potranno fregiarsi del suo "bollino" che ne dovrebbe certificare la trasparenza. Ma specifica che lui non si candiderà. Ovvio, poiché essendo stato condannato per omicidio colposo, infrangerebbe una delle norme da lui stesso voluta.

Ora, a parte che i bollini li vedo meglio sulle banane, l'idea che per affondare i partiti sia necessario fondare un partito non è soltanto qualunquista: non è neppure nuova.
Il rischio di questa escalation anti-politica (peraltro in gran parte del tutto comprensibile) è di (ri)piombare nel vuoto di potere.

VOGLIA DI GRIDARE

Scrivendo il post precedente, mi è tornata in mente questa vecchia canzone di Daniele Silvestri. Riascoltata oggi - alla luce dei vari Family-Day, V-Day e altri ipotetici Day di qualsivoglia impostazione politica/sociale - è quantomai importante sottolineare con forza questo passaggio del brano di Silvestri:
Il numero è importante, dà peso alle parole / per questo tu ogni volta prima pensale da sole / e se ci trovi il minimo indizio di violenza / ricorda che si eleverà all'ennesima potenza.

Naturalmente non potevo esimermi dal cercarne il video. Anche se, vista la qualità audio/video del medesimo, sembra più un pezzo d'antiquariato...

Salvate (anche da sé stesso) il soldato Mastella

Premesso che in passato questo blog non è stato tenero con il ministro Mastella (cfr. qui, qui e qui), questa volta mi trovo invece costretto a spezzare una lancia in suo favore. Francamente ritengo che l'indignazione conseguente questo scoop dell'Espresso sia dannatamente qualunquista. E' lecito indispettirsi per il "passaggio" richiesto al collega Rutelli - lui si giustificato all'utilizzo del volo della Presidenza del Consiglio, essendo stato delegato a consegnare i premi ai vincitori del GP - ma "strapparsi le vesti" come hanno fatto molti commentatori (politici e non) mi sembra davvero eccessivo. Prima di irritarsi per i 20.000 euro spesi (sulle spalle dei contribuenti) per quel volo, sarebbe opportuno porre un freno alle emorragie di denaro pubblico causate da enti sostanzialmente inutili come le Province (il solo mantenimento dei consiglieri eletti costa annualmente intorno ai 30 milioni di euro) e dagli stipendi d'oro dei dipendenti del parlamento, dove il ragioniere di Montecitorio guadagna più del Presidente della Repubblica.
Di fronte a certe cifre, i 20.000 euro spesi dalla premiata ditta Mastella & Co. non sono che una goccia nel mare, e la conseguente indignazione non fa che incrementare la già crescente demagogia associata all'anti-politica.
Pur apprezzando (e in gran parte condividendo) l'opera svolta da Stella e Rizzo con La casta e da Grillo con il V-Day, mi sembra doveroso rammentare che l'onda anti-politica, se incontrollata, rischia di trasformarsi in uno tzunami in grado di spazzare tutto e tutti. Va ricordato che il vuoto di potere rappresenta un terreno fertilissimo per "l'uomo forte" e, visto che in tal senso l'Italia ha già dato, io me lo risparmierei molto volentieri...

Potere di sintesi

Saputa la notizia, il direttore mi ha subito chiesto di intervistare il maiale: «Ma se non ci riesci va bene anche Calderoli»

Jena (Riccardo Barenghi) su La Stampa del 14/09/2007

Non è mai troppo tardi...

Per conoscere e, se condividerete, firmare.
Cliccate l'immagine e soprattutto diffondete. Perchè, forse...



...l'Italia s'è desta?!? Ognuna delle puntine nell'immagine (cliccabile)
rappresenta un banchetto di raccolta firme.

L'ultimo bicchiere

La mia carta d'identità non mente: 30 luglio 1975.
Pertanto è normale che, di tanto in tanto, mi colga un po' di nostalgia per vecchie canzoni/citazioni/situazioni.
Dopo Jovanotti e la ragazza inglese, un Bosè d'annata, i New radicals, Corrado Guzzanti/Prodi e il semaforo, il monologo su Beccalossi di Paolo Rossi, Portobello e i doppi Articolo 31 di Domani e Come una pietra scalciata è la volta di Nikki. Che alcuni anni (e molti capelli) fa ebbe un considerevole successo con una ballad rock intitolata L'ultimo bicchiere. Di quella canzone (purtroppo) non esiste il videoclip, però sono riuscito a trovarla in una versione unplugged registrata negli studi di Dee Jay.



Ma la cosa più incredibile è che ho scoperto un gruppo che di questo brano ha proposto una cover rock!!! Eccola...

10.000 grazie

A coloro che, curiosando su questo blog, gli hanno consentito di raggiungere il ragguardevole traguardo di oltre 10.000 (10.004 mentre scrivo) visite in appena sei mesi.
Normalmente non amo le lodi e le celebrazioni, ma per una volta farò un eccezione proprio per ringraziare coloro che visitando queste pagine mi hanno fornito sempre nuovi stimoli per continuare a postare. Anche quando (spesso) il tempo è poco e la pigrizia è pronta ad assalirmi.

Con l'apertura della 64° Mostra di Arte Cinematografica di Venezia e il relativo Leone alla Carriera al geniale Tim Burton (tranquilli, ne parleremo abbondantemente) e la nuova stagione cinematografica non mancherà certo il materiale su cui confrontarsi. Sarà piacevole farlo con tutti voi che, almeno una volta, avete dedicato un po' di attenzione a questo spazio virtuale.

P.S. Chiedo venia per il PESSIMO fotomontaggio che segue, vedrò di chiedere ripetizioni alle gemelle K!

Come una pietra scalciata

Dite quel che volete, a me (e a Dylan) piace...





Dedicata a Dvd, che sicuramente apprezzerà... :-)

Bentornati in Italia!

Terminate le vacanze, magari fatte all'estero? Bene (o male, a seconda dei punti di vista)

Allora godiamoci tutti insieme lo spettacolo d'arte varia gentilmente offertoci da Stefania e Paola Cappa, cugine della ragazza barbaramente massacrata nel pavese, che non hanno esitato a far realizzare un fotomontaggio in cui le si vede ritratte sorridenti accanto alla vittima. Poi, naturalmente, si sono messe in posa accanto alla foto, a favore di fotografi e telecamere. Il tutto con la recondita (ma neppure troppo) speranza di "andare in televisione". E naturalmente, poiché la portata è mediaticamente prelibata, non si sono fatti attendere neppure gli sciacalli. Come il "criminologo" Carmelo Lavorino, noto alle cronache per aver fatto parte del team di esperti incaricati di far luce sulla morte di Samuele Lorenzi, che ha affermato di aver riscontrato analogie tra il caso Cogne e l'omicidio di Chiara Poggi. Poichè ha lavorato a stretto contatto con l'avvocato Taormina mi pongo (e vi pongo) due domande: 1) quando spunterà sulla scena anche il suddetto legale? 2) Chi fa il gatto e chi la volpe?

Poi possiamo spostarci più a sud, sulla costiera amalfitana, deturpata da anni da un immane scempio. Colate di cemento selvagge, grazie alle quali impresari e proprietari senza troppi scrupoli distruggono un'area paesaggistica stupenda e mettono a rischio vite umane come nel caso della terrazza abusiva crollata a Conca dei Marini. Ma di fronte a tutto ciò i sindaci che fanno? Allargano le braccia, sconsolati.

Non va meglio a San Luca (Reggio Calabria), paese da anni insanguinato dalla faida culminata nella strage di ferragosto, ora blindato dalle forze dell'ordine per timori di ritorsioni. Un paese in cui, su una popolazione di 4.500 abitanti (donne e bambini compresi) sono ben 500 i forestali, le sempre più potenti famiglie della 'ndrangheta fanno il bello e il cattivo tempo. Ora, come sempre.

Per fortuna che a farci tornare il sorriso ci pensa lui: Silvio B., il nostro comico preferito.
Che, mentre nel centro-sinistra ci si arrovella tra comizi e alleanze in vista delle primarie per il nascituro Partito Democratico, se ne va trullo trullo dal notaio e decide (naturalmente senza avvisare gli alleati/sudditi) di cambiare volto al centro-destra. Affidando nome e simbolo del "Partito della libertà" a Michela Vittoria Brambilla (ecco che pensa del "brambillismo" la sempre pungente Maria Laura Rodotà) e ai suoi Circoli della Libertà. L'unica rossa che, armata di tacco 12 e minigonna di ordinanza, il povero Silvio è in grado di sopportare.

Eh si, non state sognando. E' tutto vero.

Bentornati in Italia...

Il "pensatoio" politico di Forza Nuova

Nell'immagine allegata, realizzata qualche settimana fa durante l'inaugurazione della sezione astigiana della contestatissima formazione di estrema destra, potete ammirare l'ingresso del pensatoio politico nel quale i baldi camerati elaborano le loro decisive strategie...
Si, lo so che si vede solo un lavabo... Ma, considerato il credo politico di questi "signori", basta solo un po' di fantasia per immaginarsi l'arredo del resto della stanza...


Moratti santo subito!

Ora, grazie alle confessioni "a cuore aperto" di Adriano, scopriamo che Moratti lo avrebbe salvato da una brutta deriva. Ne consegue una domanda, semplice quanto assolutamente fondamentale, a quando il (rapido) processo di beatificazione e la successiva (istantanea) santificazione del patron nerazzurro?
Comunque, nel mio piccolo, mi preme ricordare ai tanti estimatori della "vergine degli onesti" che i petroleuro che Moratti sperpera per l'Inter provengono dagli affari generati tramite la società di famiglia, la Saras.
Che - a quanto si legge qui, qui, qui, qui - proprio pulita (in tutti i sensi) non è....
In confronto a questi fatti, i pur gravi episodi di "passaportopoli" e "spiopoli" diventano ragazzate.
Meditate gente, meditate...

L'Iphone funziona da Dio!!!

I ragazzi di Melamorsicata, un interessante blog dedicato al mondo Apple, hanno scovato in rete un gustoso spot/parodia dell'ultimo gioiellino di casa Apple che a mia volta vi ripropongo. L'ho sempre sospettato che anche LUI fosse un Mac user :-)


Chissà...

Dopo la sentenza, resta una domanda: chissà perché quei 27 bambini hanno deciso di suicidarsi?
(L'amarissima ironia della Jena/Riccardo Barenghi su La Stampa del 14 luglio)

Le sexy sostenitrici di Barack e Hillary

Era inevitabile che prima o poi ci si arrivasse.
Dopo la sedicente candidata al Senato del Belgio, che arrivò a promettere sesso orale in cambio del voto, le simpatie politiche si accaparrano anche (soprattutto?) giocando la carta del sesso. Così - perfettamente allineate alla tesi di Marshall McLuhan, secondo cui "Il mezzo è il messaggio" - due supporter (o, molto più probabilmente, starlette in cerca di pubblicità) hanno diffuso in internet altrettante canzoni in cui, ammiccando sensuali, sostengono rispettivamente le candidature alla Presidenza USA della "nuova stella" Barack Obama e di Hillary Rodham Clinton. Quale delle due sostenitrici ha lanciato il messaggio più convincente? Decidetelo voi stessi... Buona visione!

I got a crush... On Obama by Obama Girl





Hott4Hill feat. Taryn Southern

Una studentessa... determinata!

Curiosando in giro per la rete mi sono imbattuto nel blog Sono sballato! al quale va il merito di aver scovato e segnalato uno spot quantomeno "curioso"...
Anche se, temo, non lo vedremo mai sui nostri canali televisivi... Voi che dite? :-)

A volte ritornano... RockOL e la Iulm

Per chi (come me) è in rete da un bel po' di tempo, Rock on line è stata una delle prime piacevoli scoperte. Poi, con il passare del tempo, un po' si sono persi loro e un po' mi sono allontanato io... Insomma, non li ho più seguiti.
Ora li ho (ri)scoperti in nuova veste grafica e aperti ad un'interessante collaborazione con la Iulm. Così è nato il contenitore Mediabox.
Cliccate sul link, ne vale davvero la pena. Buon esempio di multimedialità, peraltro realizzata da chi con la multimedialità (dovrebbe) saperci fare! :-)

Con i referendari, contro la vecchia politica

Se persino chi l'ha (sciaguratamente) scritta la ritiene una porcata, è davvero palese quanto l'attuale legge elettorale vada riformata al più presto. In una normale democrazia questo compito spetterebbe ai politici ma, la classe politica più numerosa e meglio pagata d'Europa e forse del mondo (ovviamente la nostra, per illuminanti approfondimenti vi consiglio l'acquisto de La casta) pare proprio non essere in grado di farlo.
Ecco quindi che assume grande importanza il sostenere il referendum elettorale promosso da un variegato gruppo di studiosi ed intellettuali, che si riconoscono in una moltitudine di schieramenti politici diversi.
L'obbiettivo da non mancare è raccogliere 500.000 firme entro il 24 luglio, termine ultimo per la presentazione della proposta referendaria. Pertanto è importante che chi vuole davvero cambiare qualcosa in questo Paese apponga la sua firma in calce alla proposta referendaria. Per conoscere i luoghi e gli orari in cui è possibile firmare basta cliccare QUI, mentre se volete saperne di più prima di sostenere i referendari potete far riferimento a queste esaustive FAQ

Canzoni per me - Parte terza

Si, lo so perfettamente che ci sarebbero una marea di argomenti (cinematografici e non) da trattare...
Ma è estate, fa molto caldo, ed io non ho alcuna voglia di attivare le cellure grigie che mi rimangono. Pertanto ho deciso di proseguire il mio piccolo excursus nella musica che mi piace (sperando comunque non piaccia solo a me!) :-)
Stavolta parliamo dei New radicals, gruppo americano che "ballò una sola estate" (quella del 1998) riuscendo comunque a distinguersi. Poi si sciolsero. Principalmente per volere di Greg Alexander, loro cantante e leader, che da allora si limita a scrivere canzoni per altri.
Comunque di loro ci restano almeno i video di You get what you give (prestate orecchio soprattutto all'elenco di personaggi da prendere a calci in c**o)



e di Someday we'll know (Si, sapevano anche fare i romanticoni!) :-)



E voi ve li ricordate? O sono rimasti impressi solo a me come già i Ten Sharp? :-)

Per la serie: facciamoci del male... :-)

Dopo aver letto (e ascoltato) questi due post, un amico ha sostenuto che sto diventando intimista. Forse ha ragione. Comunque rileggendo il testo di Jovannotti postato poco fa mi è tornata voglia di anni '90. Del buono (c'è stato, c'è stato...) degli anni '90.
Ecco perché ho disseppellito questi due brani degli ormai trapassati Articolo 31.... Rigorosamente da NON ascoltare se siete a terra... :-)






Fatene tesoro....

Testo tratto da Cherubini, raccolta di pensieri scritti da Lorenzo "Jovanotti" Cherubini edito nel 1994. Si intitola Bella ragazza.

Perché mi hai risposto così?
Volevo solo essere gentile
Ti ho fatto un complimento perché volevo regalarti un motivo in più perché tu fossi consapevole della tua bellezza. Ma la tua bellezza è già consapevole, troppo consapevole, e il tuo aprir bocca la rende paradossalmente e immediatamente orribile, cattiva. La tua faccia si trasforma in una piaga, senza offesa per la piaga.
Sono le bellezze non consapevoli quelle che danno la gioia al mondo.
Un albero è bello, ma l'albero non si compiace di essere un bell'albero, è un albero e basta. Ed é nel suo essere "albero" la magia della sua grandezza, nell'incarnare naturalmente l'universo. Ed il discorso vale anche per il leone, per la lucertola, per il fiore, per lo scarafaggio, per il globulo rosso, per il verme, per le persone.
Una bella ragazza é realmente bella, e la sua bellezza é anche utile, solo se il suo essere bella è inconsapevole, nel senso dell'albero di cui dicevo prima. E' una bella ragazza.
La bellezza di certe donne che mi passano davanti per strada riesce a trasformare una giornata in una bella giornata.
Ma non dire mai ad un albero che é bello, pensalo e basta, e quando coglierai il suo frutto, ringrazia Dio per aver creato quell'albero. Lui, l'albero, non ha alcun merito se non quello di esistere.
Grazie belle ragazze perché esistete.
Ma tu che staresa ti ho fatto un complimento e ti sei impettita rispondendomi male, tu non sei bella.
Sei una testa di cazzo, una bella testa di cazzo.

S'è fatto da solo (?)

Certo gli argomenti da trattare non mancherebbero...
Dal (bel) discorso con il quale Veltroni ha di fatto formalizzato la sua candidatura alla segreteria del PD, alla messa in vendita negli USA dell'Iphone (con relativa follia di chi si è accampato per giorni di fronte ai negozi) fino alla recensione del mio Macbook Pro (SPETTACOLARE!).
Ma il tempo è poco e la voglia di leggerezza molta, quindi per ora vi propongo il video di una delle canzoni più sanamente irridenti degli ultimi anni... Sconsigliata ai berlusconiani... :-)


Annunciazione, annunciaziò... :-)

E' arrivato.
Ed è bellissimo.

Almeno credo (e spero) lo sia, considerato che non lo potrò vedere prima di stasera (maledetto lavoro... :-()

Ma come chi????

Ma LUI!!!

Il MBP!!!!

Appena possibile posterò un'approfondita recensione!

Walter vs Luca

Da una parte abbiamo Veltroni che si appresta a sciogliere le riserve, dall'altra Montezemolo che spara ad alzo zero (e non senza una botta di populismo, sia pure in parte condivisibile) contro tutto e tutti...

Penso che presto - molto prima del 2011, scadenza "naturale" del governo - ce li troveremo sulle opposte tolde di comando pronti a contendersi la presidenza del Consiglio... Con buona pace di Berlusconi.

Scommettiamo?